Riflessioni sui risultati del questionario.

Alessandro Marzocchi

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(all’origine pubblicato lunedi 13 novembre 2017 H 17:44:00)

Gentili Membri della Comunità di Punta Ala,
l’eccellente Questionario che tanti di voi hanno riempito, e le ottime presentazioni che il dott. Villa ed i suoi collaboratori ne hanno tratto, mi hanno fatto sorgere una serie di riflessioni e di ulteriori domande che vorrei condividere con voi, nella speranza di iniziare un vivace dibattito sul blog.
Con la mia famiglia ho frequentato ogni anno Punta Ala dal 1990, data alla quale abbiamo acquistato una delle case del Gualdo. In questi 27 anni abbiamo anche fatto alcune positive esperienze di Scambio Casa ed affitto. Perciò queste riflessioni sono orientate sulla Punta Ala fuori dal Porto, località che vedo come un microcosmo un po’ separato, con vantaggi e problemi specifici e forse diversi, che comunque non conosco.
Queste riflessioni e le possibili risposte alle domande che ne derivano comporterebbero un inevitabile prosieguo ed allargamento dell’attività fin qui intrapresa dalla Comunità. Le implicazioni e le scelte di tali attività vanno discusse e decise alla fine dal Consiglio Direttivo, (al quale rinnovo la mia disponibilità a lavorare da remoto), ma soprattutto dipendono dalla disponibilità e dalla buona volontà di ciascuno di noi, come indicato nella presentazione dei risultati del Questionario su questo stesso blog.

Il Campione
* Il Campione di coloro che hanno risposto al questionario è pieno di belle sorprese e di inevitabili limiti. La sorpresa più positiva è l’altissima redemption (86%) (cioè il rapporto tra risposte e numero di invii), indice di un’attenzione e di una passione per Punta Ala che mi fa ben sperare per maggiori coinvolgimenti futuri da parte di altri membri della Comunità.
* Un altro elemento positivo è la partecipazione di circa 15 residenti al Questionario, una percentuale dei residenti (15/350?) che mi sembra più alta di quella dei proprietari (120/4000?), soprattutto tenendo presenti le fasce di età dei due gruppi.
* La distribuzione dell’età dei membri che hanno risposto al questionario è un altro elemento interessantissimo, che spiega molte delle risposte. Assumendo la distribuzione del campione rappresentativa della distribuzione generale di tutti i proprietari, Punta Ala è decisamente un gerontocomio stagionale (di cui sono membro), che sarà deserto tra 15/20 anni, se non subentrerà una nuova generazione di utilizzatori. Si potrebbe dire che Punta Ala è un riflesso della più generale situazione demografica italiana, ma ciò non aiuta.
Sembra evidente che i nonni non riescono a portare figli, e tantomeno nipoti adolescenti, a Punta Ala, neppure in Luglio e/o Agosto, per la totale mancanza di attività sportive o ludiche ad un livello decente, nonché di collegamenti sicuri con il Territorio. E, certamente, anche per le mutate abitudini vacanziere delle nuove generazioni e per l’immensa offerta turistica aperta dalle aerolinee low cost.
* Punta Ala è evidentemente amatissima dalla maggioranza dei membri della Comunità (frequentazione media 38 anni!), che l’hanno vista sorgere e vi hanno cresciuto le proprie famiglie, che seguitano ad apprezzarne l’incanto naturalistico, che sembrano essersi “abituati” a certe esosità e sono un po’ gelosi della loro casa, visto il loro relativamente basso interesse per affitti stagionali delle loro proprietà, per parcheggi gratuiti, per un abbassamento delle tariffe dei “bagni” in Luglio ed Agosto e per una maggiore offerta di spiagge libere decenti.
Noto anche un certo -scusabile- velleitarismo in parecchie risposte: si vorrebbe spesso riportare indietro Punta Ala ad una età dell’oro che non potrà mai tornare perché tutto è cambiato nel frattempo. Ma di questo tratterò più sotto.
* Non mi è chiaro se un potenziale interesse dei Membri ad estendere il proprio periodo di permanenza a Punta Ala sia condizionato da tutti i problemi, sui quali c’è una buona concordanza (ed in particolare, forse, dalla mancanza di una guardia medica al di fuori dei mesi di Luglio ed Agosto), oppure se tale interesse sia in realtà inesistente tout court, data anche la distribuzione per classi di età del Campione.
* Per concludere le mie riflessioni sul Campione, una prossima attività potrebbe essere l’estensione del questionario al di fuori della cerchia dei membri, magari differenziandolo per categorie (imprenditori, residenti, proprietari, frequentatori non proprietari) facendosi aiutare dagli amministratori/ici di condominio (senza comunque infrangere alcuna privacy). Obiettivo principale: verificare i profili demografici e le priorità su una base allargata e più rappresentativa.

Le priorità espresse
Mi sembra che le risposte al Questionario individuino due assi di priorità (dati % = top box molto d’accordo)

Manutenzione e miglioramento delle infrastrutture
(strade – 83% , coperture IT – 81%, pronto soccorso – 80%, piste ciclabili – 79%, strada Provinciale – 71%, fossi – 71%, spiagge libere – 66%).

Aumento dell’offerta di svaghi e attività
(eventi Giu-Sett. – 71%, eventi ippici – 69%, eventi culturali/giovani – 66%, giochi bambini – 56%).
* Da notare la bassa priorità data nelle risposte al miglioramento dell’illuminazione pubblica, che invece il Comune di CdP ha messo in cima alle priorità di intervento.
E le relativamente basse priorità date al rimboschimento pubblico e privato; al miglioramento dei collegamenti con Follonica, CdP e Aeroporto di Grosseto; alla più incisiva presenza delle forze dell’ordine sulle spiagge ed in generale sul territorio; ad una più efficiente gestione centralizzata di affitti, accoglienza e pulizia di case ed appartamenti; a richieste di maggiori disponibilità di attività sportive (a parte la ciclabile ed i sentieri).
Queste posizioni sono d’altronde coerenti con il nostro Campione, fatto di persone anziane che dispongono di un’auto alla porta, vanno allo stesso “bagno” da decenni e vengono in auto a Punta Ala dalla Toscana, da Roma o dal Nord Italia.
* I due assi di priorità presentano tuttavia una differenza fondamentale: volendo semplificare, l’infrastruttura deve essere manutenuta e migliorata soprattutto da interventi pubblici (Comune di CdP o Provincia), mentre gli svaghi/attività debbono essere offerti soprattutto da iniziative private di imprenditori o di volontari.
* Quali possono essere i meccanismi utili a creare una convergenza di interessi da parte di questi soggetti diversi, capace di far fronte alle priorità definite? E quali le loro caratteristiche comuni e peculiari?
* Una prima riflessione è per me fondamentale: alcuni miglioramenti infrastrutturali possono/devono essere attuati progressivamente e a pezzi, perché:
1) è impossibile fare altrimenti con i cicli di finanziamento pubblici;
2) le cifre in ballo sono importanti;
3) non impattano così direttamente l’attrattiva di Punta Ala, seppure tanto degradata (ad es. ripascimento definitivo spiagge, coperture IT, strada provinciale, manutenzione fossi, ripristino del verde).
* Tuttavia alcune altre infrastrutture sono propedeutiche ad un miglioramento dell’attrattiva di Punta Ala (ad es. collegamenti con Follonica, CdP, Grosseto; piste ciclabili; spiagge libere) e devono raggiungere una massa critica insieme alla maggiore offerta di svaghi ed attività, prima che possano fare effetto ed aprire Punta Ala ad una nuova clientela, almeno nella bassa stagione. Finché tutte le infrastrutture di questo secondo tipo non saranno disponibili insieme, Punta Ala non presenterà sufficienti attrattive -secondo me- per un pubblico più vasto e differenziato.
Una seconda riflessione è la seguente: pensiamo sia possibile allungare la stagione turistica da Maggio ad Ottobre senza cambiare radicalmente tipo di utilizzatore di Punta Ala per la bassa stagione? Io credo che i proprietari (secondo la distribuzione del Campione ) non possano certo garantire una stagione più lunga, ed allora bisogna attrezzare Punta Ala per un tipo diverso di utilizzatore, che accetta (e magari preferisce) temperature più basse di quelle estive e maggiori incertezze sul tempo, ma vuole prezzi più bassi, migliori collegamenti, maggiori offerte di svago.

Le domande che si pongono a questo punto sono:
Quante presenze in una bassa stagione (Maggio-Giugno / Settembre-Ottobre) possono assicurare un buon business plan agli operatori di Punta Ala? A quali prezzi, in particolare per i “bagni ”?
Le presenti disponibilità alberghiere sono sufficienti numericamente ad assicurare la fattibilità di tale nuovo business plan?
Il tipo di ricettività (Cala del Porto e Golf Hotel, ad es.) è adatto ad un nuovo target di utilizzatori?
Quale/quanta altra offerta (residences, alloggi in generale, pizzerie, trattorie economiche, piscina/e pubbliche, discoteche, bar ecc. ) è necessaria per avere una massa critica sufficiente ad attrarre nuovi utilizzatori?
Quali attività sportive potrebbero attrarre nuovamente i giovani (non il Polo, ma forse l’equitazione, più vela, sport d’acqua, mbk….)? A quali prezzi?

A quali condizioni gli imprenditori locali sarebbero disposti a lavorare 6 mesi invece dei 2 attuali, offrendo anche in Luglio ed Agosto prezzi più in linea con quelli dei comuni limitrofi?
Luglio ed Agosto potrebbero rimanere largamente “riservati” ai presenti proprietari (anche per non intaccare la quiete che costituisce una delle caratteristiche più amate di Punta Ala), che tuttavia potrebbero godere dei vantaggi di una migliore offerta di merci ed attività a prezzi più ragionevoli e di una infrastruttura migliorata, capace forse di attrarre nuovamente figli e nipoti.
La bassa stagione potrebbe invece essere popolata da turisti completamente diversi (ad es. Europei del Nord) attratti da un microclima invidiabile, una bella natura, buoni collegamenti ciclistici/automobilistici e da un’offerta di svaghi a livello concorrenziale almeno con il resto del territorio maremmano.
Ho visto Cala Violina (Scarlino) ed il corso di Castiglione d. P. pieni di turisti stranieri nel mese di Ottobre. Il mercato perciò sembra esserci.
La Comunità potrebbe sponsorizzare l’intervento di esperti (indipendenti) del settore (che evidentemente hanno ben lavorato a Scarlino, Follonica e CdP) per rispondere a tutte le domande precedenti e chissà quante altre che non mi sono posto (non avendo esperienze professionali nel settore turistico).
Sarei disposto a contribuire a finanziare tale intervento qualora, com’è probabile, esso non fosse disponibile attraverso un “romagnolo” amico, come suggerito da una delle risposte al Questionario.
La Comunità potrebbe tuttavia chiedere parallelamente agli imprenditori locali di articolare la loro opinione sulle domande precedenti o più in generale sulla loro visione del futuro di Punta Ala, per incanalare una discussione su un piano di razionalità. Gli imprenditori di Punta Ala sono una parte importantissima del futuro di Punta Ala e sono i soggetti che hanno più da perdere da una decadenza irrimediabile della stessa, nel medio termine.
E sarebbe estremamente interessante avere dei riscontri obiettivi aggiornati sui numeri e la tipologia dei frequentatori (non proprietari) di Punta Ala nelle ultime stagioni.

Un’altra riflessione riguarda le varianti al piano regolatore contro le quali La Tutela di Punta Ala ha fatto ricorso a suo tempo, ancora aperto presso il TAR. L’Istituto Talassoterapico, i bazar sotto le tribune del Polo, le ville di Poggio al Crino ed il resto potrebbero aumentare sostanzialmente le presenze, particolarmente in bassa stagione?
Non credo assolutamente questo sia il caso. Le iniziative proposte sono tutte tese ad aumentare un’offerta di alto livello (nel migliore dei casi) se non ad una mera speculazione edilizia. Cosa si voglia offrire oggi a Punta Ala, ad esempio, ai potenziali frequentatori dell’Istituto, al di fuori delle prestazioni dell’Istituto stesso, non l’ho capito. E tutte queste iniziative, mi sembra, non si pongono affatto il problema dell’allungamento della stagione turistica.

Un ultimo suggerimento dal Questionario è il cambiamento di tutta la presentazione di Punta Ala sul mercato turistico. Invece dei frusti slogan di “paradiso per ricchi “ (il re è ormai nudo) bisognerebbe mettere l’accento sulle bellezze naturali, sulle possibilità salutistiche e sportive di una Punta Ala rinnovata e migliorata lungo le linee sopra esposte. Senza comunque aprirla ad un turismo di massa per il quale Punta Ala non ha nessuna delle caratteristiche necessarie, e difficilmente potrà averle in futuro, vista la sua concezione iniziale, incastonata nel suo originale piano urbanistico.

Il Comune
Un’ultima riflessione riguarda il Comune di Castiglione della Pescaia, destinatario (giustamente -secondo me) di molti strali del Questionario. Se le iniziative della Vicesindaco, che speriamo continuino, offrono un tenue filo di speranza e di comunicazione, non possiamo dimenticare che Punta Ala è arrivata al degrado che lamentiamo per una non-politica trentennale del Comune, che ha curato soltanto i propri interessi strettamente campanilistici, e non ha mai considerato Punta Ala un elemento della sua offerta turistica.
Un recente articolo su GrossetoNotizie (http://www.grossetonotizie.com/andrea-bindi-confesercenti-su-turismo-castiglione-della-pescaia/) è al riguardo interessante. Nell’articolo il responsabile della Confesercenti di CdP magnifica i risultati ottenuti nella stagione 2016, con crescite importanti delle presenze, e indica nella destagionalizzazione del turismo un obiettivo da perseguire (cioè, una stagione da Maggio a Ottobre ed oltre).
L’articolo cita (miracolo!) anche Punta Ala, facendo riferimento a lavori contro l’erosione della spiaggia terminati per il 2019 (?) e conclude: ” … L’affluenza maggiore su Punta Ala porterà benessere per tutto il Comune, ed anche oltre, perché l’importante è fare sistema, proponendo ai turisti pacchetti di più giorni, dove sia compreso il mare, ma anche l’entroterra. Un progetto che porti lavoro tutto l’anno.”
Il sig. Bindi non parla a nome del Comune, ma almeno gli slogan sono nella direzione giusta.
Ma dov’è il piano per tramutare gli slogan (affluenza maggiore) in realtà? E’ forse il Piano regolatore bloccato dalla Tutela di Punta Ala? Temo di sì.
La Comunita’ potrebbe chiedere al Comune di illustrare ai Membri un piano a largo respiro, se mai esiste, per i prossimi 5 -10 anni per Punta Ala.
Un piano che si ponga le problematiche che ho toccato in queste riflessioni, al di là degli slogan e delle solite dichiarazioni di impotenza finanziaria, che sembrano non essere state valide per Castiglione paese (visti i buoni risultati nell’articolo citato e l’evidenza che chiunque può toccare con mano). E che magari scelga soluzioni differenti, ma basate su dati e previsioni condivisibili.
Il Comune è il solo ente a tutt’oggi che ha il titolo ed è in grado di effettuare molti dei miglioramenti infrastrutturali necessari a far evolvere Punta Ala verso una nuova stagione, ed è perciò l’attore fondamentale di una nuova Punta Ala.

Fabrizio Felici

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