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Le elezioni si avvicinano.

Per chiarezza premetto di essere convinto che un comune come Castiglione della Pescaia non è soltanto dei residenti che votano: una parte importante del suo benessere viene da vari soggetti che non sono residenti e non votano. Non è difficile individuarli.
Proprietari di immobili, gestori di attività, i turisti in generale portano soldi all’economia locale ed alle casse comunali ed hanno il sacrosanto diritto di essere ascoltati, non soltanto negl’incontri che stanno diventando meno episodici.
Ma non basta, perchè queste persone hanno il sacrosanto diritto di essere coinvolti in scelte fondamentali che li riguardano come ospiti frequentatori ma anche come contribuenti paganti.
Ho rotto l’anima con questa richiesta, vedremo se la semina darà frutti, chi ha lo sguardo attento vede lo stesso terreno della crisi della rappresentatività democratica.
Mentre si avvicinano le elezioni locali ripeto queste convinzioni ed a COMUNITA’ di PUNTA ALA rinnovo l’invito di organizzare incontri coi candidati per dar voce a Punta Ala, videoregistrando gl’incontri, pubblicando le registrazioni ed aprendo spazi di dialogo pubblico.
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Le domande per i candidati vengono da sole:
1.1 – Quale attenzione a chi è proprietario di immobili nel territorio comunale, senza essere residente e di conseguenza senza voto nelle elezioni locali?
1.2 – Quale attenzione a chi gestisce attività nel territorio comunale, senza essere residente e di conseguenza senza voto nelle elezioni locali?
1.3 – Quale attenzione al turista che sceglie il territorio comunale, senza essere residente e di conseguenza senza voto nelle elezioni locali?
2 – Quali modi, mezzi, occasioni per tener conto delle richieste di chi comunque contribuisce alle entrate comunali? Saranno praticati modi, mezzi, occasioni permanenti di ascolto e dialogo, saranno praticate consultazioni senza affidarsi soltanto alla disponibilità personale?
3 – Le persone di cui sopra, che comunque contribuiscono al benessere sociale ed economico del Comune e dei suoi residenti, avranno voce nelle scelte che le interessano?

Punta Ala parteciperà alle elezioni comunali?

Il regolamento di partecipazione dà voce non soltanto ai residenti ma anche a chi ha un rapporto continuativo con il territorio comunale per ragioni di studio, lavoro o domicilio (tradotto da Milano a Punta Ala Pescaia: voce a titolari di attività a Punta Ala? – voce a proprietari d’immobili in Punta Ala? – voce a turisti che soggiornano a Punta Ala portando lavoro e benessere?) : il Comune di Milano propone una revisione significativa del regolamente di partecipazione dopo l’esperienza di quello adottato da tempo.
Sabato prossimo 23 gennaio, dalle 16 alle 18, incontro on line con l’assessore alla partecipazione del Comune di Milano, Lorenzo Lipparini: webtvradio del Comune al link https://youtu.be/odjat5ov0r8 .
Informazioni più dettagliate qui.
Fra pochi mesi si voterà per rinnovare Sindaco e Consiglio comunale, a Milano ma anche a Castiglione della Pescaia: Punta Ala porterà le sue richieste in campagna elettorale in modo adulto?
A Presidente e direttivo di Comunità il compito di organizzare incontri per dar voce alla frazione.
Qui un confronto fra testo del vigente regolamento di partecipazione milanese e quello proposto ai cittadini.

Durante l’epidemia … dal Comune di Milano, davvero interessante.

11:46:12  gio 30 apr 2020

Il Comune di Milano pubblica un documento aperto al contributo della città con le proposte per la ripartenza dopo l’emergenza sanitaria.

Il documento si trova qui, invito a scaricarlo e leggerlo con calma.
Perchè interessa anche Punta Ala?
Perchè è documento aperto al contributo: quante volte, quanto a lungo Punta Ala ha chiesto ascolto? Il documento propone di ascoltare i contributi della città.
Perchè guarda lontano e, almeno con la creatività, supera la bruttissima esperienza che Milano e Lombardia stanno ancora vivendo.
Perchè già nel titolo il documento propone strategia la quale conduce, guida verso il futuro. Come sempre il futuro è già qui, mi pare fosse Leonardo ad osservare che l’acqua che scorre è l’ultima di quella che va e la prima di quella che arriva.
Perchè cita letteralmente economia collaborativa (miracolo a Milano?!): ci vuole coraggio, personalmente ammiro e dico bravi!!!
Per nostra fortuna non abbiamo tutti i problemi milanesi, il nostro è territorio aperto, lontano da concentrazione urbana, da questo punto di vista non ci interessano vari punti proposti dal documento.
Ci vuole un poco di fantasia, ma non proprio troppa, per domandarsi se Punta Ala è interessata a seguire un modello analogo se, andando al concreto, è interessata a proporsi alla comunità milanese per ospitare cittadini in cerca di spazi, servizi estivi, l’estate non è solo la decade di ferragosto, molti servizi potrebbero interessare anche a primavera od autunno …
Apprezzo intenzioni e spirito del Comune di Milano, segnalo anche l’evoluzione positiva del nostro Comune, Castiglione della Pescaia – Sindaco e Vice, assessori e giunta, l’intero Consiglio comunale – che si apre sempre più verso residenti ed ospiti. Se il Sindaco afferma il turismo è la nostra industria, implicitamente riconosce l’importanza delle migliaia di proprietari di seconde cose e delle centinaia di migliaia di ospiti per il contributo economico alle casse comunali ed all’econoomia locale: vanno coinvolti sempre più. Per fidelizzare, come si dice in gergo aziendalistico.
Due inviti.
A chi ha i requisiti affinchè si associ, le decine di soci sono importanti ma il numero deve crescere, informazioni si trovano qui insieme all’iban per versamenti. Ricordo ai nuovi soci di completare la loro associazione con una mail indirizzando comunitadipuntaala@gmail.com.
Rivolgo a tutti l’altro invito: registratevi (anche il Comune di Milano chiede una registrazione …), è il passo necessario per coinvolgervi sempre meglio permettendovi di manifestare direttamente le vostre opinioni e di partecipare a gruppi d’interesse: no possiamo, non vogliamo fare d soli.
Auguri di buona salute, un ringraziamento particolare alle decine di soci che hanno confermato la loro fiducia, aspettiamo anche gli altri, qui tutte le informazioni per iscriversi.

Durante l’epidemia … contro i proprietari?

13:56:22 – mer 29 apr 2020
Rivolta contro i proprietari di seconde case
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… è accaduto in Cornovaglia, pacifica e meravigliosa penisola sulla costa ovest dell’Ingilterra, si legge su the Spectator, settimanale inglese di attualità. Di seguito una sintesi dell’articolo.

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Ai tempi del coronarovirus diventano ostilità le tensioni fra locali e turisti che spesso arrivano da Londra guidando Bmw, Rolls-Royce o Mercedes, gli abitanti ce l’hanno coi forestieri, sono più ostili e fanno di tutto per allontanarli, da cartelli minatori ad atteggiamenti odiosi al supermercato.
In questo momento – l’epidemia preoccupa tutti – viaggiare è ritenuto egoista e scortese; appare un cartello alla fermata dell’autobus: “se arrivate da fuori ci mettete a rischio – tornate quando l’epidemia sarà passata”.
Il turismo porta in Cornovaglia circa 2 miliardi/anno e localmente dà lavoro ad 1 persona su 5.
La Cornovaglia ha conosciuto la miseria ed è abituata a contare su sè stessa.
Ma i locali fanno del loro meglio, i negozi portano la spesa a casa delle persone vulnerabili, danno informazioni su dove approvvigionarsi.
Qualcuno dice “Per il futuro prevedibile nelle circostanze attuali la vacanza in Cornovaglia potrebbe avere un impatto catastrofico – non venite in Cornovaglia”.
Molte seconde case sono vuote; proprietari responsabili hanno chiesto di ritardare gli arrivi nonostante le conseguenze negative sugl’introiti.
C’è più gente del solito, notano i locali che forse si sentono minacciati per la loro salute.
In Cornovaglia ci sono posti che gli stessi locali considerano più duri, rozzi di altri, l’articolista – Tanya Gold – riferisce di un dialogo che le è stato riportato:
+ non conosci le regole sull’epidemia?
* qual’è il problema?
+ non dovresti essere qui.
* ma è casa mia.
+ … e potrebbe essere il tuo ospedale.
E’ un avvertimento corretto? domanda Tanya Gold prima di scrivere che si minaccia di non vendere cibo ai forestieri.
*§* *§* *§*
Un passato di miseria, l’abitudine a farsi bastare quel che c’è, il turismo che porta lavoro e soldi accomunano Maremma e Cornovaglia dell’articolo. Anche la geografia porta qualche somiglianza, tutt’è due terre d’occidente, qualche carattere brusco potrebbe essere un altro elemento comune.
L’abitudine a farsi bastare è qualità più profonda di quanto sembra; è la qualità alle cui radici si trova un’identità forte anche se scontrosa ed un istinto che sa convivere con la natura (invito a rileggere il Carducci di traversando la Maremma toscana, qui il testo, qui nella dizione di Arnoldo Foà).
Covid spinge a far saltare i nervi non soltanto in Cornovaglia, ai primi di aprile una famiglia di piemontesi, arrivata nella tarda serata nella seconda casa di Ospedaletti (Imperia), è stata allontanata dai vicini e sul caso han fatto accertamenti i carabinieri della stazione del posto.
Sui profili puntalesi di FB abbiamo letto rimproveri verso i turisti tornati a Punta Ala per l’isolamento Covid.
Passano un paio di settimane e gli stessi profili locali pubblicano video inviti … #puntaalaviaspetta!
Il Sindaco ricorda al Governo che il nostro è un paese turistico il turismo è la nostra industria primaria.
Tutti ricordiamo lamentele dei turisti: maremmani troppo rozzi (abbiamo tanti difetti ma la Maremma l’abbiamo conservata noi maremmani).
Tutti ricordiamo anche lamentele di segno opposto: forestieri radicali chic, spendono poco a Punta Ala.
Ai turisti possiamo rinunciare, rinunciando anche al loro contributo economico.
I proprietari di seconde case sono un piccolo zoccolo duro che garantisce qualche incasso, al Comune ed agli operatori.
Per evitare equivoci: confermo il mio bravi!!! agli autori di #puntaalaviaspetta.
Dico qui il mio bravo!!! al Sindaco.
Non si può ragionare d’imperio: paga le tasse (compra) e taci. E’ necessario – … almeno utile … – dialogare insieme, ascoltarsi l’un l’altro senza pretese, senza supponenze, nessuno è perfetto ed ognuno ha bisogno degli altri. Lo riscrivo fin quando non verrò a noia a me stesso: è necessario costruire il sistema Punta Ala, bravo a chi riesce a farlo da solo!
A noi tutti ricordo:
competenze adeguate, l’industria turismo le chiede a Comune, operatori ed anche a proprietari immobiliari.
l’ambiente è la materia prima dell’industria turistica maremmana: va conservato e custodito, bisogna lavorare anche per una migliore integrazione con l’agricoltura.
costruire il sistema e gestirlo con competenze adeguate: Punta Ala avrà poche speranze senza, il video è bel messaggio per cominciare, l’appello del Sindaco lo rafforza, tanti altri passi sono necessari ma non fatti e da fare.
*§*
Auguri di buona salute e pronta ripresa a tutti, locali ed ospiti … non c’è una Punta Ala di riserva.

G20S … durante l’epidemia (ma non è colpa di nessuno).

10:54:43 AM mercoledi 22 aprile 2020

Ricordate?
G20S (G20 Spiagge) a Castiglione, ultimi giorni dell’estate 2019, abbiamo dedicato vari post dal 7 al 15 settembre scorsi ed oggi arriva il rapporto finale.

Trovate il documento qui
Sindaco ed assessora fanno bene a seguire l’argomento, il calo degl’incassi da turismo è uno dei punti dolenti – forse “IL” punto dolente dei comuni balneari, si veda il filmato postato su FB.
E’ positiva la nuova attenzione che negli ultimi anni il Comune dedica al turismo, ma il dopo Covid fa ripartire tutti da zero: possiamo perdere posizioni come guadagnarle, per questo va intensificata – ma anche innovata – la collaborazione pubblico privato, fra capoluogo e Punta Ala, fra tutte le componenti di Punta Ala, nessuna esclusa.
Cominciando dall’uso costante dei videocollegamenti per tutti gl’incontri, e dalla loro gestione efficiente anche nel prima e dopo incontro.

Durante l’epidemia … dopo Covid quale turismo?

lunedi 20 aprile 2020, H 9:45

Entrando in questa settimana, saremmo stati alla vigilia del ponte di fine aprile ed invece Covid ha bastonato anche il turismo, la botta è evidente e Punta Ala aspetta ospiti a braccia aperte.
Ricordo l’invito per un laboratorio in teleconferenza, è per dopodomani mercoledi, due colpi in uno: vediamo come potrebbe essere un ipotetico comune di domani e contemporaneamente prendiamo ancor più confidenza con le piattaforme digitali.
Non stanno meglio di Punta Ala le altre mete turistiche. Da Sanremo si scrive che i numeri della stagione saranno quelli degli anni 60 ed il responsabile turismo di Confcommercio chiede contributi a fondo perduto.
Brava a guardare al futuro la provincia di Trentoci troveremo ad affrontare realtà completamente diverse, sono necessari nuovi mezzi e strumenti. Non basterà puntare sulla sola promozione ma bisognerà dare maggiore importanza alla qualità dell’accoglienza.
Coi piedi in terra anche la Romagna: pensa al turismo di prossimità ed alle seconde case. Il primo non è la nostra carta vincente … la Maremma è lontana ma è piena di seconde case e la nuova situazione è l’occasione per creare relazioni, accoglienza, servizi e sorrisi. Lo scrive uno che sorride poco e che ha sempre vissuto e lavorato in Maremma con un’esperienza di qualche anno in Trentino: non è solo maremmana la tendenza a considerare il turista un intruso od un portafoglio da cui attingere, vediamolo come un ospite cui dare servizi che contribuiscono al nostro benessere.
Ragioniamo sui numeri che sono impliciti nel grafico de Le stagioni dei turismi italiani  pensiamo alla nostra Punta Ala e cerchiamo di attrarre più ospiti lontano dal picco di ferragosto (cominciamo con questa stagione 2020?), abbiamo molto da offrire, è importante e positivo il coro #puntaalaviaspetta, bravi gli amici che hanno messo insieme un buon numero di operatori !!! Partiamo da qui per costruire il sistema Punta Ala, per una migliore accoglienza dopo Covid ricordiamo la qualità della connessione: come siamo messi con la copertura Internet? domanda Francesco Nardi. Siamo messi male, ma per risolvere il problema non basta lamentarsi.
Neppure credo basti #puntaalaviaspetta ma è un ottimo punto di partenza per far gruppo, come chiesto da sempre, io auguriamo che basti, sta a noi tutti evitare che il dopo Covid segni il declino definitivo ma invece diventi il punto di ripartenza.
Intanto impegniamoci per
* copertura internet ottima e dappertutto (chi giocherebbe a tennis con mezzo campo buono e mezzo pieno di buche? Non è facile avere la copertura che serve ma se facciamo sistema possiamo riuscirci);
* raccogliere i dati, i numeri dell’ospitalità di Punta Ala (il costo è minimo, dipende da noi).
Se vogliamo che Punta Ala torni e rimanga un luogo di eccellenza saranno sempre più indispensabili internet e i dati, cioè numeri statistici: nel mondo digitale del dopo Covid la prima è l’autostrada e i secondi sono la benzina.
A proposito di turismo, e con  attenzione al dopo Covid, la pagina dedicata a risorse in rete è stata aggiornata con segnalazioni specifiche su webinar (seminari web) dedicati al turismo: chi la visita troverà qualcosa di utile.

Seminare a Punta Ala.

sabato 15 febbraio 2020 – H 13,50
Confronto animato su Facebook, prende spunto dal post “I 350 giorni che mancano a Punta Ala“.
Un problema è la concorrenza interna a Punta Ala, ma il problema vero è portare ospiti a Punta Ala fuori stagione, aumentare i giorni di ospitalità continuando a custodire Punta Ala secondo la sua vocazione: se sbagliamo in questo ci perdiamo il nostro vantaggio competitivo.
Da seguire con attenzione il progetto che ha annunciato Francesco Nardi, lo sport per rilanciare Punta Ala.
Nel rilancio c’è da considerare anche il cosiddetto lock in, la tendenza a legare il cliente in esclusiva coccolandolo con l’offerta di servizi complementari, ad esempio il bar che offre la lettura del quotidiano, lo stabilimento che offre anche bar e ristoranzione, l’albergo con piscina e spa: l’esclusività del lock in è una delle tante scommesse che fanno parte della “scommessona” che è il rilancio di Punta Ala.
E’ importante l’attrattività di un esercizio: è legata solamente alle capacità dell’imprenditore? Conta anche il contesto? Per chiarire: campo golf, Gallia palace, campo polo, porto … traggono vantaggio dall’essere a Punta Ala oppure no? Se no: diamoci pace, io per primo. Se invece conta anche il contesto, ripeto l’invito: costruiamo il sistema Punta Ala.
A Punta Ala spesso mancano le competenze – scrive Francesco Nardi -, quali competenze mancano? Replica Bernardo Como (ristorante Bernardo).
Poco prima Francesca Lopez (Arli Hotel) aveva lamentato mancanza di collaborazione.
La vivacità di questi scambi conferma che quando si toccano gl’interessi economici c’è poco spazio per la teoria, eppure da tre anni ‘sta zecca di associazione – ovviamente mi riferisco a Comunità di Punta Ala – propone di rilanciare Punta Ala, cominciando a costruirne il sistema che manca da circa mezzo secolo, da quando ” la società ” ha cominciato ad ammainare le vele man mano che finivano le sue scorte, i terreni edificabili da vendere.
Poco importa se il sistema Punta Ala nascerà nella nostra associazione od altrove, l’importante è che nasca.
E’ difficile seminare Punta Ala, Punta Ala quale destinazione, non la singola attività. Qualche esempio.
Grazie ad un suggerimento amico, nell’estate 2018 abbiamo cercato di realizzare al campo polo un concerto importante, di quelli destinati al pubblico giovanile: grazie all’amico il costo era invogliante, 5 mila euro, circa 500 per ognuno degli stabilimenti balneari immediatamente a confine, questa fu la proposta ma il concerto non si è fatto …  
Altro esempio: per mancanza di collaborazione siamo costretti a rinunciare ad un piccolo vivaio per riforestazione, progetto piccolo ma dimostrativo per attarre attenzioni più ampie.
… per fare l’albero ci vuole il seme … scriveva Gianni Rodari per la musica di Sergio Endrigo e Luis Bacalov.
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Una volta manca il campo, altra volta manca il seme, si trovano campo e seme ma il seminatore ha altro da fare, oppure non c’è l’acqua, insomma … manca sempre un centesimo per fare un euro.
… lo sport (scrive Francesco Nardi, esemplificando ciclismo nuoto ecc), la musica e la cultura con i suoi eventi possono creare un giro di presenze almeno per 8/9mesi a l’anno …
Comunità di Punta Ala ci sta provando da tre anni. Nessuno dei protagonisti di FB si è associato, difetto nostro per non essere stati abbastanza bravi a convincerli, importante è che qualcuno riesca a costruire il sistema senza il quale Punta Ala non si rilancia.
Ripeto una proposta finora rimasta senza neppure una risposta, è il terzo esempio delle difficoltà di far crescere a Punta Ala la pianta collaborazione: raccogliere i numeri delle “presenze” a Punta Ala, cominciare a costruire il data base numerico dedicato a Punta Ala. La proposta è a costo zero, per ogni imprenditore richiede una decina di minuti settimanali … Comunità è a disposizione per dare una mano.
… ci vuole il seme per fare l’albero …


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… custodiamola … !
Sta a noi costruire il sistema, custodiamola con cura,  ricaviamone frutti, senza snaturarla.

I 350 giorni che mancano a Punta Ala.

lunedi 10 febbraio 2020 – H 10,30
Punta Ala vive 365 giorni l’anno, Corrado Bartolini scrive bene e fa bene a ricordare che le attività di Punta Ala hanno bisogno di clienti.
Però il “pieno” è di 15 giorni, a 365 ne mancano 350: come avere clienti, come riempire Punta Ala più a lungo?
Il Comune – non sempre è “il nemico” – da un paio d’anni propone un formazione di base per migliorare l’attrattività turistica, Punta Ala coglie queste opportunità?
Però …
… il Gallia s’impegna per allungare la propria stagione.
… il campo di Golf, dicono vari giocatori, è tornato a livelli ottimali.
… a fianco della club house del golf arriverà un nuovo albergo.
… il campo polo ha una nuova proprietà con progetti ambiziosi.
… il porto sta completando la complessa procedura per l’ampliamento.
A completare un’ampia offerta di ospitalità c’è anche l’iniziativa di Camping Punta Ala che propone PuntaAla.net non limitato all’informazioone “aziendale“.
Tutte buone notizie, ed è importante che interessino vari punti nevralgici, l’augurio è che riescano a far recuperare stabilmente posizioni a Punta Ala. Per questo c’è bisogno di una squadra capace di attrarre per tutta la stagione in cui Punta Ala è godibile: non meno di 10 mesi su 12, se non addirittura tutto l’anno. L’obiettivo ideale è di attrarre a Punta Ala persone che ci vivano tutto l’anno, scegliendola come sede di lavoro.
Corrado Bartolini ha lanciato il sasso …
Sto per pubblicare queste considerazioni e vedo un post di Victor Poppi che rimanda a Scarlino: giusto! Voglio dire che Punta Ala non è soltanto la lottizzazione omonima, oltre a questa Punta Ala c’è anche altro e sono appena emersi due esempi: i campeggi, Scarlino. C’è molto altro ancora, come invita e suggerisce la nuova organizzazione proposta da Regione Toscana per il turismo ma … la concorrenza è grande, chi sceglie una vacanza ha mille offerte, ad una Punta Ala chiusa in sè stessa, divisa e frazionata fra soggetti che non si parlano – che VOGLIONO RESTARE CHIUSI – la nostra proposta è fare gruppo, COSTRUIRE IL SISTEMA PUNTA ALA.
Da soli non bastiamo … per questo la proposta è nata e rimane aperta.